Domande Frequenti
Questa sezione è utile per trovare le risposte alle domande più frequenti in ambito fiscale e agli interrogativi che ci vengono rivolti più spesso.
Utilizziamo un linguaggio semplice e accessibile, alla portata di tutti, per chiarire ogni dubbio in vari ambiti, dagli adempimenti annuali al welfare aziendale.
A favore dei lavoratori
Permessi per malattia dei figli: quali sono?
I genitori possono assentarsi dal lavoro per assistere un figlio malato in modo alternato.
Fino ai 3 anni di età, ciascun genitore ha diritto ad assentarsi per tutta la durata della malattia del bambino.
Da 3 a 14 anni di età, ciascun genitore ha diritto a 10 giorni lavorativi l’anno di assenza per malattia del figlio.
Questi giorni sono non retribuiti, salvo diversa disciplina dei contratti collettivi nazionali o accordi aziendali.
L’assenza va giustificata con certificato medico del figlio.
Permesso per lutto familiare: in cosa consiste?
In caso di lutto familiare, il lavoratore ha diritto, per legge, a tre giorni lavorativi di permesso retribuito per ciascun evento.
Il permesso spetta in caso di morte:
- del coniuge o del convivente (anche di fatto);
- di un parente entro il secondo grado;
I tre giorni:
- devono essere fruiti consecutivamente;
- devono essere utilizzati entro sette giorni dal decesso, salvo diversa previsione del contratto collettivo applicato.
Il lavoratore è tenuto a informare il datore di lavoro e a presentare idonea documentazione, normalmente il certificato di morte o una dichiarazione sostitutiva.
Quante settimane di ferie spettano al lavoratore in un anno?
Il lavoratore ha diritto, per legge, a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane.
Salvo diverse e più favorevoli disposizioni dei contratti collettivi (CCNL):
- almeno due settimane devono essere godute nel corso dell’anno di maturazione, anche in modo consecutivo, compatibilmente con le esigenze aziendali;
- le restanti due settimane devono essere fruite entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.
Le ferie non possono essere sostituite da indennità economica, salvo il caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Quanto è la durata massima dell’orario di lavoro?
L’orario normale di lavoro è fissato in 40 ore settimanali, salvo diversa previsione dei contratti collettivi.
Il lavoratore ha diritto a:
- almeno 11 ore consecutive di riposo ogni 24 ore;
- una pausa qualora l’orario giornaliero ecceda le 6 ore;
- un riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive, di regola coincidenti con la domenica.
Nel rispetto di tali limiti, la durata massima dell’orario di lavoro settimanale, comprensiva delle ore di lavoro straordinario, non può superare le 48 ore settimanali calcolate come media su un periodo di riferimento stabilito dalla legge o dal CCNL.
Congedo matrimoniale: in cosa consiste e come si richiede?
Il congedo matrimoniale è un periodo di assenza retribuita riconosciuto al lavoratore in occasione del matrimonio.
Il congedo consiste in:
- 15 giorni di calendario consecutivi di assenza dal lavoro;
- un periodo che non incide sulle ferie annuali;
- una tutela prevista dalla legge e, in alcuni casi, migliorata dai CCNL.
Il congedo:
- decorre dalla data del matrimonio;
- deve essere fruito in modo continuativo;
- può essere abbinato alle ferie previo accordo con il datore di lavoro, in relazione alle esigenze organizzative aziendali.
La richiesta deve essere presentata con congruo preavviso.
Qualora, per comprovate esigenze aziendali, non sia possibile fruirne immediatamente, il congedo può essere utilizzato entro 30 giorni dalla data del matrimonio.
Il lavoratore è tenuto a presentare idonea documentazione, normalmente il certificato di matrimonio.
Contratti
Come funziona il lavoro intermittente (o “a chiamata”)?
Il lavoro intermittente è un contratto di lavoro subordinato con cui il lavoratore svolge attività solo quando viene chiamato dal datore di lavoro, in base alle esigenze aziendali. Le prestazioni possono avvenire anche in periodi prestabiliti della settimana, del mese o dell’anno.
Il contratto può essere utilizzato:
- con lavoratori under 24, purché le prestazioni siano svolte entro i 25 anni;
- con lavoratori over 55.
Con lo stesso datore di lavoro, il lavoratore può essere impiegato per un massimo di 400 giornate di effettivo lavoro in 3 anni. Superato tale limite, il rapporto si trasforma in tempo pieno e indeterminato.
Questo limite non si applica ai settori del turismo, pubblici esercizi e spettacolo, se previsto dal CCNL.
Il datore di lavoro deve effettuare una comunicazione preventiva ogni volta che utilizza il lavoratore.
Cosa si intende per lavoro stagionale?
Si parla di lavoro stagionale quando l’attività lavorativa è svolta in determinati periodi dell’anno, in relazione a cicli stagionali o a specifiche esigenze produttive, e non presenta carattere di continuità.
La stagionalità è individuata dalla legge e dai contratti collettivi (CCNL), che elencano le attività considerate stagionali.
I principali ambiti in cui ricorre il lavoro stagionale sono, a titolo esemplificativo:
- il settore turistico e alberghiero;
- il settore agricolo;
- il settore alimentare, in particolare per lavorazioni legate a specifici periodi dell’anno.
È possibile assumere un minorenne?
Sì, è possibile assumere un minorenne a condizione che siano rispettate alcune regole:
- Età minima: il minore deve avere almeno 16 anni e aver assolto l’obbligo scolastico;
- Retribuzione: il minorenne ha diritto alla stessa paga del lavoratore adulto per pari lavoro;
- Orario di lavoro: massimo 8 ore al giorno e 40 ore settimanali, con rispetto dei riposi:
- riposo giornaliero: almeno 12 ore consecutive tra un turno e l’altro (1 ora di pausa dopo 4,5 ore di lavoro minimo);
- riposo settimanale: almeno 2 giorni consecutivi;
- Lavoro notturno: vietato tra le 22:00 e le 6:00;
- Visita medica: preventiva e periodica, per certificare l’idoneità del minore;
- Consenso dei genitori o tutori: obbligatorio;
- Contratti collettivi (CCNL): possono stabilire condizioni più favorevoli o specifiche modalità per minorenni.
Enti
Cos’è il DURC?
Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) certifica che un’azienda è in regola con i contributi previdenziali, assicurativi e assistenziali presso INPS, INAIL e, se previsto, le Casse Edili.
Viene richiesto per:
- partecipare a gare o appalti pubblici;
- ottenere pagamenti da enti pubblici;
- verificare la conformità normativa e prevenire lavoro irregolare.
Cos’è la DNL?
La DNL (Denuncia Nuovo Lavoro temporaneo) è una comunicazione obbligatoria all’INAIL per le assunzioni a carattere temporaneo.
- Deve essere presentata dal datore di lavoro prima dell’inizio dell’attività lavorativa;
- La trasmissione avviene esclusivamente tramite il servizio telematico INAIL;
- Serve a garantire la copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro e gli obblighi contributivi.
Eventi
Come funziona il certificato di malattia?
Il lavoratore ha l’obbligo di comunicare il suo stato di malattia al datore di lavoro nel giorno stesso in cui l’episodio si verifica.
Deve recarsi dal proprio medico curante per essere visitato, quest’ultimo infatti solo dopo la visita potrà compilare il certificato telematico di malattia in un’apposita sezione sul sito dell’INPS, che a sua volta provvederà ad inviare tale certificato al datore di lavoro.
Se la durata della malattia e della conseguente assenza dal lavoro supera i giorni di prognosi stabiliti durante la prima visita, il lavoratore deve sottoporsi ad una ulteriore visita di controllo e il Medico rivaluterà la situazione e compilerà, se necessario, un certificato telematico di continuità di malattia.
Cosa devo fare in caso di infortunio?
Il datore di lavoro ha l’obbligo di assicurare i propri lavoratori contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
L’infortunio sul lavoro è definito come l’evento che avviene per causa violenta in occasione di lavoro dal quale deriva una lesione che rende necessaria l’astensione dal lavoro per più di 3 giorni.
Di conseguenza il datore di lavoro ha l’obbligo di inoltrare all’INAIL la denuncia/comunicazione di infortunio entro 48 ore del verificarsi dell’evento.
Sono retribuito anche in malattia?
Rapporto di lavoro
Come faccio a dimettermi?
Posso farlo online sul portale www.cliclavoro.gov.it, accedere ad un’area riservata con pin dell’Inps oppure Spid, compilare poi il form di dimissioni online e inviarlo, ed arriverà anche sulla pec del datore di lavoro precedentemente inserita durante la compilazione.
Oppure posso recarmi da intermediari abilitati per l’inoltro della comunicazione di dimissioni come patronati, sindacati e consulenti del lavoro. Un dato fondamentale da compilare correttamente è la data decorrenza, in questo campo va riportato il primo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.
Posso revocare le mie dimissioni? Sì, entro 7 giorni dalla data di trasmissione del modulo delle dimissioni online, sono da revocare sempre in via telematica.
Cos’è periodo di Prova?
È un periodo stabilito dal C.C.N.L., nella quale sia il dipendente che il D.L. possono recedere dal contratto, senza preavviso.
Che cos’è la lettera di impegno all’assunzione?
La lettera di impegno all’assunzione è un documento redatto dall’azienda per confermare a un candidato la proposta di assunzione futura.
Indica in modo essenziale:
- inquadramento e CCNL applicato;
- periodo di prova;
- luogo e orario di lavoro;
- retribuzione lorda;
- scadenza della proposta.
La lettera non sostituisce il contratto di lavoro, che resta necessario. Se il candidato accetta, l’azienda si impegna formalmente a procedere con l’assunzione secondo le condizioni indicate.
Quando inizia il periodo di PP?
Voci nel cedolino
Posso richiedere l’anticipazione del TFR?
Si, la norma prevede di richiederlo per una sola volta e a determinate condizioni, ossia almeno 8 anni di anzianità di servizio presso lo stesso datore di lavoro o giustificata dalla necessità di eventuali spese sanitarie oppure acquisto documentato della prima casa per sé o per i figli.
“Posso rifiutare di fare lo straordinario?”
Sì, ma solo in presenza di motivi validi, ad esempio:
- esigenze di salute o sicurezza;
- comprovati motivi familiari o personali di rilevante gravità;
- limiti di orario previsti dalla legge o dal contratto collettivo.
Se il lavoratore rifiuta lo straordinario senza giustificato motivo, il datore può applicare sanzioni disciplinari, che nei casi più gravi possono arrivare al licenziamento per giusta causa.
In ogni caso, i limiti massimi di orario e i riposi giornalieri e settimanali devono sempre essere rispettati.
Altro
Cos’è la visura camerale?
È il documento che fornisce informazioni su qualunque impresa italiana, individuale o collettiva, iscritta al registro delle imprese tenuto dalle Camera di Commercio, dell’Industria, Artigianato ed Agricoltura.
La visura camerale può essere di due tipologie differenti:
- ordinaria cioè contenente le principali informazioni su un’azienda, ad esempio i dati anagrafici, partita IVA, la data di costituzione, natura giuridica, codice REA, pec, stato dell’attività, capitale sociale, numero di dipendenti, partecipazioni in altre società, amministratori, soci e loro cariche;
- storica cioè contenente, oltre alle informazioni della visura ordinaria, tutte le iscrizioni e i depositi degli atti nel Registro Imprese avvenuti dal momento della costituzione societaria.
Quali sono gli elementi essenziali del contratto di lavoro subordinato?
- Capacità e volontà delle parti;
- La forma scritta per il contratto sia a titolo di prova sia per consentire al datore di lavoro di assolvere ai vari obblighi di legge posti a suo carico;
- La causa consiste nello scambio tra la prestazione del lavoratore e la retribuzione;
- L’oggetto dell’obbligazione consiste nella collaborazione in modalità subordinata, attraverso la quale il lavoratore conforma l’esecuzione della prestazione alle concrete e variabili esigenze dell’organizzazione produttiva che fa capo al datore di lavoro.
L’oggetto deve essere, a pena di nullità del contratto, possibile, lecito e determinato o determinabile
Per quanti anni l’azienda deve conservare i documenti?
La durata della conservazione dei documenti aziendali dipende dal tipo di documento e dalla normativa di riferimento:
- Documenti contabili e fiscali (fatture, registri contabili, libri paga): 10 anni (art. 2220 c.c. e art. 43 D.P.R. 600/1973).
- Libri e registri obbligatori (libro matricola, libro presenze, libro infortuni): 5 anni dalla data dell’ultima registrazione.
- Documentazione del personale (buste paga, contratti di lavoro, certificazioni fiscali): 5 anni, salvo casi particolari previsti dal CCNL o dalla legge.
- Documenti legati alla sicurezza sul lavoro (DVR, formazione, DPI): almeno 10 anni, a seconda della tipologia e dei rischi.
In generale, è consigliabile conservare i documenti più importanti per almeno 10 anni, anche per eventuali controlli fiscali o contenziosi.